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Messaggio  annac Gio Feb 28, 2008 7:27 pm

dal sito dell'Humanitas:

http://www.humanitasalute.it/dossier_interna.html?id_p=1551&idd_p=

Nuove chances contro il tumore alla vescica

Gli specialisti di Humanitas Gavazzeni illustrano “Synergo”, trattamento basato sull’azione combinata del calore e di una sostanza chemioterapica.

Il trattamento delle neoplasie superficiali della vescica oggi può essere effettuato con l’azione combinata del calore e di una sostanza chemioterapica: in una parola SYNERGO. Sperimentata con successo al San Raffaele di Milano, questa metodica è oggi utilizzata da diversi centri lombardi tra cui Humanitas Gavazzeni, Ospedale di Treviglio, Ospedale G. Fornaroli di Magenta, Sant’Anna di Como, IEO di Milano.
Il tumore superficiale della vescica è uno dei tumori più frequenti (il quarto per gli uomini, l’ottavo per le donne): l’incidenza mondiale di questa è di circa 260.000 nuovi casi all’anno.
Presenza di sangue nelle urine (macroematuria) e nelle analisi specifiche (microematuria), stimolo urinario impellente e bruciori durante la minzione sono i sintomi più comuni legati a questa malattia. La tipologia più diffusa di questo tumore è il “carcinoma a cellule transizionali” (Transitional Cell Carcinoma - TCC), che colpisce le cellule dell’epitelio, il rivestimento interno della vescica.
“Se il tumore è ‘infiltrante’, ossia raggiunge in profondità la tonaca muscolare - spiega il dottor Ivano Vavassori, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas Gavazzeni - è necessario asportare chirurgicamente la vescica ed effettuare una derivazione urinaria.
Se invece la malattia è ‘superficiale’, cioè non interessa lo strato muscolare della vescica, il trattamento standard è di tipo ‘conservativo’: consiste nell’asportazione endoscopica della neoplasia e, a seconda dello stadio e del grado di malignità, nell’impiego di sostanze immuno-chemioterapiche adiuvanti”. Spesso, tuttavia, questo tipo di tumore tende a ripresentarsi e, nei pazienti a medio ed alto rischio, a progredire verso una forma infiltrante. Risultati molto incoraggianti arrivano dagli studi effettuati in centri medici e di ricerca conosciuti in tutto il mondo (Italia, Germania, Francia, Austria, Israele e Paesi Bassi): il trattamento del tumore superficiale della vescica con la tecnologia Synergo - approvata dalle Autorità per gli Standard Europei (CE) ed è in via di approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) negli USA - ha portato ad una riduzione delle recidive dal 58% al 17% in un monitoraggio di 2 anni e dal 65% al 26% in un monitoraggio di 5 anni.

“La tecnologia Synergo - afferma il dottor Rodolfo Hurle, specialista dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas Gavazzeni - combina l’effetto termico da radio frequenza con l’azione citotossica di una sostanza chemioterapica. Lo sviluppo di calore e l’introduzione del chemioterapico avvengono attraverso un apposito catetere introdotto in vescica attraverso l’uretra. Una sorgente a RF posta all’estremità del catetere consente di scaldare il farmaco, la cui temperatura all’interno della vescica viene costantemente registrata da 3 termocoppie. I valori della pressione e del calore sviluppati, disponibili in tempo reale, vengono costantemente rielaborati da un software e visualizzati a computer, garantendo così la massima sicurezza per il paziente”.
La tecnologia Synergo consente di effettuare due diversi tipi di trattamento: ablativo e profilattico. Quello ‘ablativo’ è indicato per i pazienti affetti da neoplasia vescicale superficiale, per i quali l’estensione della malattia e l’alto tasso di recidiva non consentono un trattamento chirurgico definitivo. Il trattamento ‘profilattico’, invece, viene effettuato dopo resezione endoscopica completa della neoplasia con l’intento di ridurre al minimo il rischio di recidiva.
“La differenza tra i due trattamenti - sottolinea il dottor Sergio Valenti, urologo di Humanitas Gavazzeni - è costituita dalla dose di farmaco chemioterapico utilizzato e dalla durata della seduta, maggiore nello schema ablativo. In Humanitas Gavazzeni, in entrambi i casi le terapie vengono effettuate con cadenza settimanale o mensile in regime di Day Hospital ambulatoriale. Al termine del trattamento il paziente può tornare alle sue normali attività: il farmaco infatti agisce localmente in vescica e non viene assorbito dall’organismo”.
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