come posso aiutarlo?

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come posso aiutarlo?

Messaggio  Fede il Sab Giu 05, 2010 12:02 pm

navigavo in internet per cercare info sui sintomi che si manifestano quando si avvicina il momento peggiore....mio suocero combatte cotro il cancro ormai da cinque anni, ogni volta sembrava che avessimo vinto ... ma si diverte a prendersi gioco di noi a quanto pare.
Un anno fa il colpo finale. A dicembre 2008 sembrava tutto concluso, una bella storia da poter raccontare. A febbraio 2010 la triste realtà- Tumore secondario al fegato. Inoperabile. Infiniti cicli di chemioterapia che lo hanno ridotto a pelle e ossa ed un calvario straziante per lui e per la sua famiglia. Adesso basta, non c'è + nulla che possano fare per lui. Troppo deabilitato per proseguire le chemio. In questo momento lo stanno ricoverando. Bilirubina che cresce a dismisura nel giro di pochi giorni. Ora gambe gonfie e macchie. Mi sento morire. Mi sento morire perchè non so se sono capace di affrontare quello che verrà. Sembra sempre che certe cose non debbano capitare mai. ma ho paura. Ho paura per me, per il mio compagno. E' egoista lo so. Ovvio che il mio primo pensiero è mio suocero e la sua sofferenza. Ma se guardo il mio compagno. Così forte, determinato a non lasciar morire suo padre. Se penso al dolore che ha dentro. Stò così male io....figuriamoci lui. Come posso stargli accanto nel modo giusto? il solo pensare alla sua sofferenza, alla sua paura ma contemporaneamente al suo coraggio mi uccide. Mi distrugge pensare che non potrà + essere veramente felice se suo padre non ce la facesse. So che una parte di lui se ne andrebbe con suo padre. Lo so perchè è normale, è quello che accadrebbe se si trattasse di mio padre. Ho paura di non sapergli stare accanto, ed io voglio solo alleviare il suo dolore nel miglior modo possibile. Mi sento impotente davanti ad una situazione .... quando penso a tutte le volte in cui mi arrabbiavo per sciocchezze,ma purtroppo è proprio vero che a tutto c'è rimedio tranne ....
scusate lo sfogo, ma è la prima volta che sono veramente di fronte alla realtà ...

Fede
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Re: come posso aiutarlo?

Messaggio  sono lor il Lun Giu 07, 2010 11:33 am

fede
spero che questo tuo pensiero truce sia passeggero
la morte fa parte della vita,e il tuo compagno è un uomo, non un ragazzino
la morte passa nella vita di tutti, e se voi avete la fortuna di avere ancora tutti i genitori, siete tra i pochi fortunati
molte perosne i gentiori li perdono quando ancora sono bambini, o ragazzini non ancora in grado di affrontare la vita in modo autonomo
In più, tuo suocero ha combattuto a lungo contro una malattia lunga e complessa, e adesso la sua vita avrebbe una qualità del tutto scadente
io ho appena perso mio zio che ha lottato fino all'ultimo , e anche un po' di più, contro un tumore al polmone con metastasi cerebrali. Faceva pena, era del tutto dipendente evoleva vivere...poi si è arreso, macredimi è meglio così, anche per sua moglie, che per assiterlo ha messo a dura prova la sua salute, e suo figlio.
Mio marito ha da nni un mieloma multplo e da pochi giorni si è annunciata una progressione di malattia. Lui è distrutto,e anch'io...
però bisogna andare avanti
Il tuo compagno ha te, etu hai lui, quando i vostri genitori hanno (o avranno) dei problemi, vi sosterrete uno con l'altro, poi...chissà, avrete dei figli...avet il lavoro, al vita va avanti
qui c'è una ragazza stupenda, simona, che ha perso sua mamma (si adoravano), ma è stata capace di aiutare suo padre e la sua sorelina che non aveva ancora 14 anni, portando avanti nel contempo la sua storia con davide, andando a convivere e ora presto, nonstante un altro grande dispiacere come un aborto spontaneo, diventerà mamma
e poi ci sono molte altre storie di vita, mogli che hanno epros i mariti con figli ancora piccoli, e un altro giovane, andrea, che dopo la morte di sua mamma si è laureato
il lutto è un periodo "nero", ma è passeggero, e la vita va avanti. Il tuo compagno ha lottao per la salute di suo apdre, ha fatto tutto quel che poteva,e nel tempo qeusto lo aiuterà a traqnuaillizzarsi, a sostenere sua mamma, che ne avrà bisogno: non potrà dimenticare suo apdre, magari al sua vita assumerà caratteristiche diverse, è successo anche a me. Quando mio padre è morto per un infarto fulminante avevo 19 anni...sono passati più di 30 anni e ho rivissuto 1000 volte quella serata nei particolari, adoravo mio padre, ero figlia unica, lui mi avrebbe aiutata in tutti i sensi, e invece ho dovutovproseguire da sola....ma la vita è andata avanti. Ho due figli e presto due nipotini
stai vicina al tuo compagno, cerca di mantenere le stesse abitudini , e fagli capire che se fosse toccato a uno dei tuoi genitori avresti voluto vicinoa te una presenza forte e discreta
a presto
lory

sono lor
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