rabbia...tanta rabbia

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rabbia...tanta rabbia

Messaggio  Luisa il Mer Gen 21, 2009 3:31 pm

Ciao a tutti...
è la prima volta che provo a scrivere su un forum a proposito della mia esperienza, non ho in genere il coraggio di parlarne con nessuno...
forse ci sto provando proprio perchè non ce la faccio più...
un anno e mezzo fa mio padre ha subito un intervento di duodenocefalopancreasectomia a causa di un adenocarcinoma all'ampolla di vater, una malattia rarissima i cui casi non sono nemmeno sufficienti per fare un qualsiasi pronostico.
Ha in seguito effettuato chemioterapia adiuvante, 4 mesi, e 27 sedute di radioterapia. A parte il diabete, causa dell'intervento, nn ha mai più avuto alcun tipo di problema, mangia regolarmente, pesa regolarmente, è in forze e di ottimo umore.
Un mese fa la batosta: la tac evidenzia una recidiva. Lui continua a sentirsi bene, due giorni fa la pet tac... conferma della recidiva. Altra chemioterapia. un vortice da cui non si esce mai. ci dicono che solo nel caso in cui la chemio dovesse sortire degli effetti, si potrebbe pensare ad un intervento di termoablazione, che non so nemmeno cosa sia.
sto male, nn posso piangere davanti a lui. Ho pregato tanto che Dio non decidesse di portarsi via una persona che ha dedicato agli altri tutta la sua esistenza, senza risparmiarsi mai... un uomo buono, gentile e generoso con tutti.
me la sono presa con me stessa, perchè una volta a 15 anni, in piena crisi adolescenziale, lui mi strappò il telefono dalle mani, con il quale parlavo da buone 3 ore, e gli gridai TI ODIO! DEVE VENIRTI UN TUMORE!!
ricordo che si mise a piangere come un bambino.
vorrei poter tornare indietro e dirgli mille volte grazie.dirgli quanto sia importante per me, per la mia esistenza.
io senza di lui non sono più niente.

Luisa

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  Luisa il Gio Gen 22, 2009 10:12 am

è iniziata un'altra giornata... e io avrei tanto voluto non svegliarmi...
non riesco a non viverla come "un giorno in meno"...
ho paura a guardarlo negli occhi, non voglio piangere davanti a lui...
ho un dolore così forte al petto che non riesco a descrivere...

Luisa

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carissima

Messaggio  lory il Gio Gen 22, 2009 11:39 pm

luisa....
mi spicae sentirti così a terra, ma purtroppo è la scia che molti di noi han seguito.
Se vuoi, scrivi più sopra, sotto "habemus" perché quasi tutti noi scriviamo lì.
io non so molto dell atua storia....so però che il pancreas è un organo ostico da curare e ho anche sentito parlare qualche volta dell'ampolla di vater...nient'altro!
se però vuoi dirci qualcos' altro, per esempio qaunti anni hai tu, quanti ne ha lui, se hai dei fratelli, magari riusciamo a darti qualche consgilio, o perlomeno un supporto più specifico....
per ora, ti dico solo che se a 15 età (in cui è max l'opposizione ai genitori), tu hai detto una frase a tuo padre, magari mentre eri arrabbiatissima, non è certo questo che ha deciso della sua vita.......posso farti due esempi: quando mio marito si è ammalato, al lavoro sono stata violentemente colpita e discriminata: ho augurato a 7 persone che mi hanno fatto molto male di passare ciò che stavo vivendo io....dopo neanche un anno, la moglie di uno di questi personaggi (alti dirigenti di RegioneLombardia), 40 anni scarsi, 3 bambini, si è ammalata di cancro con metastasi ossee....smebrava non ci fossero speranze, poi invece è stata un po' meglio, non so come vad aora, ma dovrà continaure le cure, per stare in piedi abbisogna di un corsetto, simile aquello che è stato prescitto amio marito, che però lo usa di tanto in tanto....due p tre giorni mi son sentita sconvolta, poi però ho capito che mica gliel'ho madata io, la malattia!!! e una signaora che conoscevo, aveva un figlio di 24 anni, bellissimo, ma affetto da sindrome bipolare.......un giorno, gli ha detto "insomma, D., se non ti va bene mai niente...ammazzati, no?" Beh, mesi dopo, il ragazzo si è suicidato......ma non è stata la frase di una madre esasperata a indurlo al suicidio.... la malattia, che è terribile, ha fatto il suo corso. Direi anche che nella vostra situazione dobbiate pretendere dai medici la max sincerità con voi familiari, e concordare cosa e come dire al malato...per il resto, noi siamo qui!
ci saranno giorni di sollievo e giorni durissimi!
forza
lory

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e digli pure grazie

Messaggio  lory il Gio Gen 22, 2009 11:49 pm

dimenticavo una cosa importantissima: se tu vuoi dirgli grazie, diglielo tutte le volte che ti senti di farlo. Se riesci, anche se so che è difficilissimo, cerca di non piangere davanti a lui...piangi, io l'ho fatto tante volte, ma poi sciacquati gli occhi, asciugali e fatti vedere tranquilla....
io ricorderò tutta la vita quando mi hanno umiliato al lavor, e brunoe ra in camera sterile per il primo autotrapianto......ho fatto tutta la strada piangendo....ma quando sono arrivata vicino all'ospedale, mi sono asciugata gli occhi e mi sono presentata davanti al vetro col mio miglior (!?) sorriso
inoltre, non so dove tuo padre sia in cura, ma cerca d'individuare un centro d'eccellenza dove hanno già seguito casi simili....
un abbraccio
lory

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  alma57 il Ven Gen 23, 2009 9:35 am

Cara Luisa, Lory ha ragione, ci saranno giorni con speranza e giorni senza ma ci sei dentro e non puoi cancellare tutto, penso tu sia molto giovane e spero tu non sia sola ad affrontare tutto questo, ma non avere sensi di colpa non sei stata tu a decidere tutto questo e tuo padre nemmeno lo pensa, non puoi fare altro che ESSERCI in questo momento e farglielo sentire.

Di dove sei? E importante anche un buon centro, il tipo di tumore non è dei più facili ma ci sono degli ottimi ospedale specializzati.

noi siamo qui,


Alma

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  ericabaroni il Ven Gen 23, 2009 11:12 am

Carissima Luisa, non addossarti colpe che non hai, perchè non è certo stata la tua frase a far arrivare la malattia.
Fatti forza... Questa malattia è terribile, ti toglie ogni energia, ma ti dà anche tanta forza, forza per sorridere quando vorresti urlare, forza per vivere, nonostante tutto.
Sono ormai due anni che noi viviamo questo calvario. Due anni fa c'è stata la terribile diagnosi del tumore al pancreaa, inoperabile e con metastasi a fegato, linfonodi, ecc. Due o tre mesi ci avevano detto.
Ma sono passati due anni! Di terribile sofferenza, certo, ma anche di tanti momenti belli vissuti grazie a questa malattia. Quando si sta bene si danno per scontate tante cose e tante volte ci si dimentica un po' dei nostri cari, presi dal correre quotidiano. Ma questa malattia mi ha fatto vedere quali sono le cose più importanti.
Stai vicino a tuo papà e non perdere mai la speranza. Noi siamo qui.
Un abbraccio
Erica

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  Luisa il Ven Gen 23, 2009 2:51 pm

Cari ragazzi,
le vostre parole mi hanno rincuorata e commossa.
in questi giorni dolorosi non ho la forza di parlare con nessuno, sfogarmi con i miei familiari (i miei zii, mia mamma, mio fratello) mi è impossibile, perchè appena mi vedono piangere si disperano peggio di me.
Di contro i miei amici cercano di starmi vicini, ma io li respingo, perchè il più delle volte pur sforzandosi non sanno cosa dire. Ci provano, ed io devo fare sforzi sovrumani per non rispondere con rabbia "MA CHE CA**O NE SAI TU DI COSA SI PROVA? TU LA SERA TORNI A CASA E TROVI LA TUA FAMIGLIA CHE TI SORRIDE, SEI TRANQUILLO PERCHE' SAI CHE FESTEGGERAI CON LORO IL TUO PROSSIMO COMPLEANNO, QUINDI TU E LA TUA GIOIA E LA TUA SERENITA' STATE LONTANI DA ME E DALLA MIA VITA!"
è ingiusto, lo so. non auguro a nessuno di vivere questa situazione, che mi getta in un baratro di solitudine da cui non riesco ad emergere in alcun modo.
Leggere però storie di speranza e coraggio mi aiuta e mi da un pò di forza.
Rispondo a lory dicendole che ho quasi 26 anni, mio padre ne ha compiuti 70 lo scorso novembre. Non so cosa quasi 30 anni fa lo abbia spinto a prendere la decisione di voler avere un altro figlio a 45 anni (mio fratello ne ha 36), nè lo accuso, solo che io nn lo farei.
So solo che mi sento ancora una bambina, e che ho davvero tanto bisogno di lui. ogni giorno, ogni istante.
Ho sempre avuto un attaccamento quasi morboso ai miei genitori, tanto che da bambina fui costretta ad andare da uno psicologo perchè la paura che morissero mi ossessionava ogni santo giorno.
Figuratevi adesso.
So che la speranza deve essere l'ultima a morire, ma i medici presso cui è in cura dal 2007 (al San Raffaele di Milano) sono sempre stati gelidi nei nostri confronti, non ci hanno mai nè tranquillizzato nè rincuorato in alcun modo.
Io dal canto mio, non riesco più a fare niente. Sono una giornalista, e soffro la sindrome del foglio bianco. Non esco, non ascolto musica, non mangio, non parlo se non quando mi sforzo di apparire serena col mio papà. Dimagrisco giorno per giorno a vista d'occhio. Mi sento inutile ed impotente, e non mangiando più nulla mi auguro di diventare così trasparente da riuscire a sparire.
Ho paura del futuro, anche delle cose più banali come "devo mettere da parte i soldi per le vacanze estive!". Un tempo mi brillavano gli occhi per i miei progetti, i sogni, le aspirazioni. Non è rimasto più niente, sono come un guscio vuoto.
Scusatemi se ho aperto un nuovo post, e scusatemi per le mie parole così cariche di rancore e tristezza, che magari voi, abituati a farvi coraggio a vincenda, non avete voglia di leggere. Se nn mi risponderete... vi capirò.
Grazie comunque di cuore per le vostre parole che, vi giuro, sono un salvagente in mezzo all'oceano.
Luisa

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cara luisa

Messaggio  debbyp1 il Ven Gen 23, 2009 11:41 pm

qui troverai sempre qualcuno disposto ad accogliere il tuo sfogo e capirti!
io sono una di queste...quando scrivi:"Di contro i miei amici cercano di starmi vicini, ma io li respingo, perchè il più delle volte pur sforzandosi non sanno cosa dire. Ci provano, ed io devo fare sforzi sovrumani per non rispondere con rabbia "MA CHE CA**O NE SAI TU DI COSA SI PROVA? TU LA SERA TORNI A CASA E TROVI LA TUA FAMIGLIA CHE TI SORRIDE, SEI TRANQUILLO PERCHE' SAI CHE FESTEGGERAI CON LORO IL TUO PROSSIMO COMPLEANNO, QUINDI TU E LA TUA GIOIA E LA TUA SERENITA' STATE LONTANI DA ME E DALLA MIA VITA!"..non sai quanto io mi ritrovi.
per mesi dopo la morte di papà ho provato cio! la disperazione era tanta, troppa e ciò mi impediva di uscire,telefonare,dire un semplice ciao!
chiusa in me stessa per la troppa rabbia!
credo sia una sorta di prassi che purtroppo occorre seguire....
però non mollare! non è detto....magari un pò di fortuna e tutto si sistema!
non mollare
ti abbraccio forte
debby

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  alma57 il Sab Gen 24, 2009 12:05 am

Luisa non è non mangiando e stando male che aiuti tuo padre, i tuoi, e te stessa. Non perdere la speranza e fai bene a stare vicino a tuo padre, lui ha bisogno di te. Anche mio marito ha avuto un secondo figlio a 45 anni e diceva sempre che era la cosa che gli era venuta meglio, e sicuramente anche tuo padre stravede per te.

Sfogati, piangi ma poi fa un lungo respiro e va avanti, ogni minuto va vissuto con intensità e godi di averlo con te.

Credo che il San Raffaele sia un ottimo ospedale; riesci ad avere un rapporto decente con i medici? cerca di trovarne almeno uno che ti dia una mano nella gestione della malattia; ti consiglio, se esiste, anche il servizio di psicooncologia:

Un abbraccio
Alma

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  Luisa il Lun Gen 26, 2009 9:40 pm

ciao ragazzi, eccomi di nuovo qui.
vi ringrazio ancora infinitamente per le vostre parole... debby ero convinta di sentirmi "cattiva" per tutti questi brutti pensieri.. spero mi passerà.. spero di trattenermi sempre dal riservare un simile comportamento alle persone che mi vogliono bene..
per il resto, dopo l'ennesima e mail poco rincuorante dei medici che seguono mio papà, mi sono messa in contatto con un dottore dell'IEO, il direttore del reparto di radiologia interventistica, il quale sta sperimentanto una nuova terapia chiamata HIFU, che si basa sul "bombardamento" della parte lesa tramite ultrasuoni.
Gli ho scritto inviandogli l'esame istologico e gli esiti dell'ultima tac e dell'ultima pet del mio papà... è stato molto gentile e molto meno gelido degli altri medici... e abbiamo prenotato una visita per giorno 10 febbraio, al fine di capire se mio padre possa essere compatibile con questo genere di terapia.
ho quasi paura a sperare troppo... terrore di mostrare troppo la mia delusione davanti a lui nel caso in cui questo dottore dovesse dirci che non si può fare... anche oggi ho cercato di minimizzare questa visita davanti a lui, ho cercato di non fargli capire quanto sia importante per evitare di creare anche in lui false speranze... o di fargli capire a pieno quanto la situazione sia grave...
perchè lui si sente bene, ride scherza mangia e fa lunghe camminate... quindi non si rende conto... o magari fa finta di non rendersene conto, conoscendolo, per non turbare noi...
se dovessero dirmi davanti a lui che non si può fare... come devo comportarmi?
ho tanta paura...

Luisa

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  ericabaroni il Lun Gen 26, 2009 11:27 pm

Cara Luisa... Cerca di essere serena quando sei con lui. Per quel che riguarda la mia esperienza posso dirti che non nascondere nulla ci ha aiutato tanto. Un giorno mio papà ci ha detto che comunque avrebbe capito tutto.
Anche adesso che sappiamo che comunque sta andando peggio (probabilmente non gli faranno più neanche la Tac di controllo) riusciamo con lui ad essere sorridenti anche perchè non c'è la paura di lasciarsi scappare qualcosa...
Vedrai che la forza ti arriva. E' successo con me che scappo davanti al dolore e succederà anche a te. Cerca di stare bene per goderti il tuo papà finchè è con te e non perdere le speranze, non pensare ai se e ai ma... Vivi attimo per attimo e non sprecare nulla. Questa malattia serve ad accorgerci anche di cose piccole ma importanti.
Scusami se sono stata un po' confusa, ma sono molto stanca e un po' giù.
Un abbraccio
Erica

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  alma57 il Mar Gen 27, 2009 10:15 am

Carissima Luisa, Erica ha detto delle cose giustissime, anch'io per la mia esperienza penso che il malato voglia sapere tutto, non aver timore tu sarai con lui quando il medico parlerà e se ti è parso una persona disponibile approfitta per sapere da lui il più possibile, sempre per esperienza sappi però che ora i medici dicono sempre il peggio per ritrattare poi ( vedi anche il babbo di Erica, resiste contro le previsioni dei medici) sapere cosa combattere in certi casi dà più forza.

Sii forte e non perdere le speranze, in questo momento come dici lui SI SENTE BENE, cammina, scherza e quindi vivi questo momento, non puoi fare altro che già non fai

Un abbraccio

Alma

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proprio tutto?

Messaggio  lory il Mar Gen 27, 2009 1:38 pm

ciao...
non è mia intenzione confondere le idee ad alcuno...però vorrei dire che il malato va informato sulla malattia, cioè deve sapere di avere un tumore, che le cure sono pesanti e l'esito non sempre sicuro...ma secondo me non gli si può dire, salvo rari casi ein età avanazata, che non c'è più niente da fare, altrimenti smette di lottare. una cosa fondamentale è la vicinanza, la condivisione, e poi alcune cose tocca ai medici dirle, primo perchè loro dovrebbero essere preparati, e poi perché questo evita groppi in gola troppo evidenti ai familiari e risentimento (ovviamente non voluto) al malato verso il parente che gli ha dato le notizie.Nella maggior parte dei casi, poi, il malato capisce lui da solo, sulla base dellandaemnto delle cure, delle forze fisiche ecc....se ancora ce la può fare oppure no, anche se spesso sceglie di non dirlo ai familiari...non posso ripetermi, ma ho tante storie di questo tipo da poter raccontare....ricordo mariano, roberto....e poi, esempio illuminante per tutti noi del forum, c'è ferdinando: lui ha capito, quando gloria l'ha portato a casa dall'ospedale senza procedere a nuovi trattamenti...ha capito, e se n'è andato.
Trattandosi di un nuovo, e penso qualificato, consulto medico, vorrei consigliare a luisa di parlare priam brevemente con questo dottore,anche s epenso che lui si comporterebbe comunque così: nel caso non dovesse essere indicato il nuovo intervento da lui sperimentato (e perchè no, invece magari è utile a tuo papà...), dica soltanto che il caso di tuo padre non può essere trattato con quella tecnica, ma potrà essere curato con altri sistemi.........non si può dire a un uomo, penso giovane, che passeggia, mangia e ride 2guardi che non si può fare niente"...sarà che mio nonno materno, a 44 anni, era malato di silicosi....il suo AMICO (?) medico gli disse " eh purtroppo, Micheli, per te non c'è più niente da fare"....lui aveva 7 figli, l'ultimo di 1 anno e mezzo.....con una leggera poliomielite.....er asempre stato un uomo forte, aveva lavoarto in galleria (per questo si era ammalato, ma allora la malattia professionale non esisteva, come non esistono ancora i tumori professionali, visto che dalle ultime ricerche ne viene riconosciuto 1 su 10.........e io credo che il mio bruno sia uno degli altri 9....). Comunque , mio nonno ha avuto un crollo nervoso e dopo pochi giorni si è suicidato, impiccandosi a una pianta dietro casa, dove l'ha trovato mia mamma dodicenne.
Ragazzi, la vita è veramente dura!
Vorrei chiedere a luisa se ha fratelli o sorelle, quanti anni ha suo padre....sono variabili importanti......ieri sera ho sentito gabriele, e vi assicuro che ne ho avuto l'ennesima conferma......, e dirle di rallegrarsi per ora almeno per un motivo: lui è malato ma fisicamente si sente bene!
salutoni a tutti....lory
PS. anche bruno è "malato" da 4 anni di malattia inguaribile......però sta bene, il mieloma è stazionario .....e io sho imparato a essere felice anche così

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proprio tutto?

Messaggio  lory il Mar Gen 27, 2009 1:41 pm

ciao...
non è mia intenzione confondere le idee ad alcuno...però vorrei dire che il malato va informato sulla malattia, cioè deve sapere di avere un tumore, che le cure sono pesanti e l'esito non sempre sicuro...ma secondo me non gli si può dire, salvo rari casi ein età avanazata, che non c'è più niente da fare, altrimenti smette di lottare. una cosa fondamentale è la vicinanza, la condivisione, e poi alcune cose tocca ai medici dirle, primo perchè loro dovrebbero essere preparati, e poi perché questo evita groppi in gola troppo evidenti ai familiari e risentimento (ovviamente non voluto) al malato verso il parente che gli ha dato le notizie.Nella maggior parte dei casi, poi, il malato capisce lui da solo, sulla base dellandaemnto delle cure, delle forze fisiche ecc....se ancora ce la può fare oppure no, anche se spesso sceglie di non dirlo ai familiari...non posso ripetermi, ma ho tante storie di questo tipo da poter raccontare....ricordo mariano, roberto....e poi, esempio illuminante per tutti noi del forum, c'è ferdinando: lui ha capito, quando gloria l'ha portato a casa dall'ospedale senza procedere a nuovi trattamenti...ha capito, e se n'è andato.
Trattandosi di un nuovo, e penso qualificato, consulto medico, vorrei consigliare a luisa di parlare priam brevemente con questo dottore,anche s epenso che lui si comporterebbe comunque così: nel caso non dovesse essere indicato il nuovo intervento da lui sperimentato (e perchè no, invece magari è utile a tuo papà...), dica soltanto che il caso di tuo padre non può essere trattato con quella tecnica, ma potrà essere curato con altri sistemi.........non si può dire a un uomo, penso giovane, che passeggia, mangia e ride 2guardi che non si può fare niente"...sarà che mio nonno materno, a 44 anni, era malato di silicosi....il suo AMICO (?) medico gli disse " eh purtroppo, Micheli, per te non c'è più niente da fare"....lui aveva 7 figli, l'ultimo di 1 anno e mezzo.....con una leggera poliomielite.....er asempre stato un uomo forte, aveva lavoarto in galleria (per questo si era ammalato, ma allora la malattia professionale non esisteva, come non esistono ancora i tumori professionali, visto che dalle ultime ricerche ne viene riconosciuto 1 su 10.........e io credo che il mio bruno sia uno degli altri 9....). Comunque , mio nonno ha avuto un crollo nervoso e dopo pochi giorni si è suicidato, impiccandosi a una pianta dietro casa, dove l'ha trovato mia mamma dodicenne.
Ragazzi, la vita è veramente dura!
Vorrei chiedere a luisa se ha fratelli o sorelle, quanti anni ha suo padre....sono variabili importanti......ieri sera ho sentito gabriele, e vi assicuro che ne ho avuto l'ennesima conferma......, e dirle di rallegrarsi per ora almeno per un motivo: lui è malato ma fisicamente si sente bene!
salutoni a tutti....lory
PS. anche bruno è "malato" da 4 anni di malattia inguaribile......però sta bene, il mieloma è stazionario .....e io sho imparato a essere felice anche così

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ma...............

Messaggio  debbyp1 il Mer Gen 28, 2009 2:17 am

nella ns.situazione abbiamo deciso di non dirgli nulla!
tutti i medici dovevano fare riferimento a me ed avevo proibito di dirgli o accennargli qualsiasi cosa! credo che li avrei uccisi! abbiamo fatto così, poichè conoscevamo papà e visto che ormai dal momento della prognosi restavano solo poche settimane ci è sembrato gusto fargliele vivere nel migliore dei modi!
certo è stata dura sorridere e scherzare quando un momento prima piangevo disperatamente, ma la forza ti viene!
sarà la disperazione....
quindi credo sia il caso di valutare bene ogni situazione e valutare ogni eventuale reazione!
mio papà se avesse saputo sarebbe morto il giorno dopo dalla disperazione!
credo che,in ogni caso, sia giusto non dirgli tutto tutto per non smontare possibilità di reazione!
credere di potercela fare può essere di grande aiuto!

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  alma57 il Mer Gen 28, 2009 9:42 am

certamente ogni caso è diverso e ogni persona reagisce in modo diverso, mio marito dal momento della diagnosi fatta da un ecografista a tutte e due (pensavamo a dei calcoli) e invece....) mi ha fatto giurare di dirgli sempre tutto, diceva che era la sua vita e voleva sapere quanto tempo aveva per fare delle cose, sistemarne delle altre ecc; poi durante il percorso , due anni, non se ne è più parlato ed io sinceramente un po' ho "mascherato", nel senso abbiamo provato di tutto fino all'ultimo, chemio, stereotassica ma dentro di me sapevo che non sarebbero servite ma insieme a lui ho sperato e lottato, perchè era questo che lui voleva, ma in effetti non è per tutti così,

A conferma di quanto ha detto Erica anche per me, per noi, sembra paradossale ma gli anni della malattia con mio marito sono stati per il nostro amore bellissimi e lo abbiamo apprezzato ancora di più tutti i giorni,godendo delle piccole cose e dello stare insieme.

Ho avuto anch'io momenti di rabbia e disperazione mentre lui con la sua incrollabile FEDE era d'esempio a tutti.
Un abbraccio a tutti

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bella, la malattia?

Messaggio  lory il Mer Gen 28, 2009 11:38 am

beh, non credo si possa dire niente di simile......però è vero che, una volta presa coscienza della situazione, si godono, fin quasi a soffrirne, i momenti di serenità, le piccole cose, come vedere che l apersona che ami è malata, ma si alza da sola, abbraccia suo nipote, anhce s epoi gli fa male la schiena.......arrivi quasi a commuoverti epensi che questi momenti saranno tuoi per sempre.
crica il "dire", mi sa che siamo tutti un po' sulla stessa linea...dire, ma non esagerare! esoprattutto far fare ai medici BENE il loro lavoro anche in questo.....secondo me tocca a aloro dire al paziente come stanno le cose, sollevando da questa incombenza i parenti già straziati, loro poi DOVREBBEROE essere preparati e sapere come dire, ma purtoppo non smepre è così! Qundi, dovrebbero concordare con la famiglia cosa, come e quando dire.....se debora sapeva che per suo padre era meglio non sapere niente, anhce perchè nessuna sua forza di volontà sarebbe servita, alllora ha fatto bene a proibire ai medici di spiegare a suo apdre. Secondo me, anche se sarebbe servito a poco, invece i medici che hanno curato vittorio, il papà di gabriele, hanno sbagliato a dirgli , senza consultarsi con la moglie e il figlio, che il tumore aveva intaccato anche il fegato, in un momento nel quale lui, grazie alla radio (palliativa? penso di sì) e alle trasfusioni, aveva recuperato forza e pensava di fare la chemio per guarire....
e' vero, ogni caso è asè, ma noi che ci occupiamo tuti i giorni del paziente e lo vediamo anche con gli occhi dell'amore avremo pure il polso della situazione, no?

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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  ericabaroni il Mer Gen 28, 2009 11:34 pm

Per mio papà sapere tutto gli ha dato la forza di combattere e di poter dire "Sono riuscito a superare i pochi mesi che avevano previsto". Ora il fisico è debilitato, oggi ha fatto una Tac e gliel'hanno detto che la morfina e tutto il resto stanno facendo danni. Vedremo cosa diranno gli esiti, ma ormai mangia pochissimo ed è sempre più stanco.
la malattia non è certo bella, però sono convinta che occorra vedere in ogni cosa il lato positivo...Altrimenti come è possibile continuare a vivere?
La malattia e la morte stanno nella nostra vita, sono"naturali" e spesso ce lo dimentichiamo. Spesso scordiamo che potremmo uscire di casa e non tornare più...
Quante telefonate non fatte, quante visite rimandate...Tanto c'è tempo! La malattia ti fa ricordare questo, niente di più. rimane comunque, per quanta forza possiamo avere, lo strazio di vedere i nostri cari appesi a un filo. Ma questo deve rimanere dentre di noi.
Un abbraccio
erica

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vedere il lato positivo

Messaggio  SABI il Mar Feb 02, 2010 11:03 pm

Salve, sono una persona colpita e affondata dalla malattia di mia madre,tutte le vostre testimonianze mi tengono compagnia da metà dicembre,con annessi pianti liberatori e dubbi amletici su come sto affrontando questo mio stato esistenziale. La vostra forza è diventata il mio ossigeno quasi quotidiano che mi permette di salire in superficie, dare una sbirciatina al mondo,e ritornare a farmi cullare dai miei pensieri fluttuanti del passato, del presente e del futuro.Fino al 2 dicembre 2009(giorno in cui io ho realizzato la gravità di salute di mia madre), mi credevo una persona forte, pronta a tutte le più inimmaginabili diagnosi, sicura che la mia esperienza infantile (fortunatamente non riguardante il mondo del tumore) di malattia, ricoveri ospedalieri fraquenti, un intervento chirurgico e una totale fiducia nei medici e nella medicina-scienza, mi avesse corazzata e reso invulnerabile a possibili attacchi poco positivi......Mia madre ha voluto sapere...ma prima di ciò il medico ha sentenziato la diagnosi di tumore alle ovaie allo stato avanzato a mia sorella più piccola,che piangendo mi ha supplicato di ritornare dal medico, cosa che ho fatto e che mi ha fatto capire che poi non sono così tanto forte e che la questione di sapere o non sapere la gravità della malattia,la durata di vita, o come saranno gli ultimi giorni di questo viaggio dipende dalle persone coinvolte, dalle loro storie e dalle loro questioni...forse irrisolte.Scusatemi, ma avevo bisogno di parlare....o forse di scrivere.

SABI
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Re: rabbia...tanta rabbia

Messaggio  Giuliaf il Dom Feb 14, 2010 1:48 am

Ciao Sabi, che dire? ti capisco tanto bene e so quanta angoscia stai provando.. io la provo ancora, a tre mesi dalla morte di mio papà, al quale ero molto affezionata, forse direi innamorata e che la malattia infame se l'è portato via in 2 mesi scarsi.. io piango tutti i gg domandandomi il perchè e ti posso assicurare che cmq, nel momento in cui ti trovi davanti alla malattia di tua madre/padre, sei forte anche se non lo sai.. già il fatto che tu ne abbia preso coscienza e scriva qui ti fa capire che sei forte.. non so bene la gravità della sua malattia, anche se dal tuo tono posso immaginare.. ti dico solo di cercare con tutta la tua forza di stare serena con lei, di farle passare questi giorni col sorriso e di accompagnarla serenamente verso quella che purtroppo è la partenza che prendiamo tutti prima o poi.. io mi auguro che la superi, magari sto parlando a vanvera, lo spero con tutta me stessa..se ti va di scrivermi io sono qui, non tutti i gg ma ogni tanto passo!!

Giuliaf
Ospite


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Re: rabbia...tanta rabbia

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