EX PAZIENTI ATTRICI

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EX PAZIENTI ATTRICI

Messaggio  annac il Mer Mag 07, 2008 6:35 pm

Volevo segnalare un articolo di oggi sul Corriere cornaca Milano perchè recensisce uno spettacol oteatrale "particolare"...io non l'ho visto...però.
Solo non riesco a fare un allegato (ma possibile??!!) quindi vi incollo il testo!!

«Così abbiamo vinto il tumore»
Le ex pazienti diventano attrici

Da malate di cancro ad attrici in giro per l'Europa con una pièce teatrale: (anche) co¬sì dieci donne di Milano sono riuscite a sconfiggere la ma¬lattia. Il sipario della loro vita si è aperto (un giorno, per caso) sulla paura: Manuela Annovazzi, Linda Bernardi, Rosa Maria Colangelo, Barbara Maciani, Carla Mensi, Lea Miniut¬ti, Franca Nitti, Maria Bruna Pomarici, Sonia Scarpante e Maria Cristina Zanari hanno deciso di portare in scena la speranza. Ogni volta che sal¬gono sui palco si trasformano da architetti, insegnanti, impiegate, casalinghe e pensionate in donne di spettacolo per dimostrare che è possi¬bile vincere la battaglia con¬tro un tumore. Lo fanno vestite da sera, abiti lunghi addosso, tacchi alti ai piedi. In pla¬tea malati, medici, familiari, ma anche e soprattutto spettatori comuni.
Oggi alle 20 lo spettacolo si svolgerà per la prima volta in un ospedale, all'istituto dei tumori di via Venezian. Di solito, invece, le dieci donne dirette da Manuela Annovazzi si esibiscono in teatro: dal 25 al 28 settembre saranno, per dire, al Women's Fiction Festival di Matera, il 5 novembre inaugureranno a Budapest i lavori del convegno Therapeutic patient education 2008. Il loro calendario. prevede poi tappe in Umbria, Toscana e Lombardia (domani saliranno sul palco del Teatro Agorà di Cernusco, il 20 al Manzoni di Sesto San Giovanni). «La nostra voce si è fatta corale per divulgare un Messaggio d'amore, speranza e coraggio - dice Barbara Mariani, classe 1969, im¬piegata, un marito di nome Alessandro, due tumori al seno sconfitti a 31 e 37 anni.
“Il 16 novembre 2000 la mia vi¬ta è cambiata, ma l'importante è non arrendersi mai”. Prima di scoprire di essere ammalata, Barbara era entrata in ospedale una volta sola: il giorno della sua nascita. Adesso che è costretta a tornarci spesso, la 39enne ha trasformato gli appuntamenti per i controlli via via trimestrali, semestrali e annuali, in un'occasione di volontariato: «Lo stesso giorno mi fermo in via Venezian per aiutare altri pazienti e per raccontare la mia esperienza (e non solo)».
Il punto di partenza è stata la scrittura autobiografica ri¬volta a malati oncologici. Poi la decisione di trasformare i racconti in uno spettacolo teatrale dal titolo: «E ancora danzo la vita». Il copione è depositato alla Siae, il debutto è stato il 26 settembre 2007 al teatro Litta. Alla fine della rappresentazione le protagoniste, tra i 39 e 67 anni, gettano via lo scialle nero - tenuto per un'ora e mezza sulle spalle a simboleggiare la morte. Sotto tornano a risplendere i vestiti di raso colorati. Una su tutte, del resto, la loro convinzione, tratta dall’Etica di Barauch Spinoza: “ la paura non può essere senza speranza, né la speranza senza paura”.
Simona Ravizza
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